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Piero della Francesca (Borgo San Sepolcro, 1415 ca. – 1492)
Flagellazione, 1459-1460
Tempera su tavola, cm 67,5 x 91

La Flagellazione di Piero della Francesca era conservata nella Cattedrale di Urbino, prima di approdare nella Galleria Nazionale delle Marche verso il 1915. E’ ritenuta tra le opere più misteriose di tutti i tempi e non ha ancora rivelato i suoi tanti segreti. Non se ne conosce, infatti, la committenza, la sua collocazione originaria, la sua funzione ed è ancora dubbia la comprensione della sua iconografia.
L’unica certezza è data dall’iscrizione con la firma dell’autore, posta a sinistra sul gradino del basamento al di sotto del seggio di Pilato, che così recita:

Opus Petri de Burgo S[an]c[t]i Sepulcri”,

ossia: “Opera di Pietro da Borgo San Sepolcro”.
La scena è costruita secondo i principi teorizzati da Leon Battista Alberti ed è ambientata in un’architettura che alcuni studiosi riconducono a Urbino. Nella precisa rappresentazione
prospettica dello spazio e nella luce del mezzogiorno eterno tipica di Piero della Francesca, si evidenziano anche le decorazioni scultoree che richiamano quelle classiche
presenti nel Palazzo Ducale.
Naturalmente un’opera così enigmatica ha generato tante interpretazioni, tra le quali due meritano di essere raccontate. La più antica e tradizionale si sofferma sulle tre figure in
primo piano a destra, che vengono riconosciute come tre personaggi della corte di Urbino.
In particolare il biondo scalzo al centro viene identificato con il Duca Oddantonio da Montefeltro, morto nella congiura del 1444 e dalla quale prende avvio la fortunata ascesa politica di Federico, suo fratellastro. Secondo questa interpretazione, la sorte toccata a Oddantonio viene posta in relazione al martirio di Cristo, presente in secondo piano sotto un elegante loggiato.

L’altra interpretazione si riferisce alla scena con la flagellazione vera e propria e al personaggio di spalle con turbante da identificarsi con un turco, che potrebbero indicare la
Chiesa minacciata a oriente dai musulmani. Questa paura era più che giustificata, visto che nel 1453 Costantinopoli viene presa dai turchi con la conseguente caduta dell’Impero Romano d’Oriente.

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