Lo Studiolo del Duca
21 marzo 2016
Ritratto di Federico da Montefeltro e del figlio Guidobaldo, detto “Doppio ritratto”
21 marzo 2016

Raffaello Sanzio (Urbino 1483-Roma 1520)
Ritratto di gentildonna, detto “La Muta”, 1505-1509
Olio su tavola cm 64×48

La gentildonna ritratta da Raffaello è molto probabilmente Giovanna Feltria della Rovere, figlia di Federico da Montefeltro e madre di Francesco Maria I della Rovere Duca di Urbino dal 1508 al 1538, nota anche come protettrice di Raffaello.
Questa enigmatica signora deve probabilmente il soprannome di “Muta” alle labbra perfettamente sigillate.
L’impostazione della figura di tre quarti, con il suo graduale affiorare dall’ombra, è una rappresentazione tipica di Leonardo da Vinci, utilizzata anche da Raffaello nei ritratti femminili dello stesso periodo. Questa scelta consente di rendere più espressivo il personaggio e di descriverne meglio i particolari dell’abbigliamento.
Nei ritratti di Raffaello l’abbigliamento riveste grande importanza e indica sia il ruolo sociale della persona raffigurata, sia l’idealizzazione della posa. La donna del ritratto indossa la “gamurra”, il tipico abito del primo Cinquecento.
Da indagini diagnostiche effettuate sulla tavola dipinta a olio, risulta che sotto l’attuale immagine c’è un’altra versione del dipinto.
Probabilmente Raffaello ha dipinto lo stesso soggetto in due fasi diverse.
La prima stesura risale al periodo giovanile, quando la donna viene rappresentata con forme più morbide, con i capelli mossi e con una scollatura più ampia.
La figura ora visibile, invece, mostra segni di austerità nel volto, i capelli raccolti, una posizione leggermente diversa delle spalle e non presenta più la scollatura.
Il cambiamento rispetto alla prima versione è dovuto probabilmente al fatto che Giovanna rimase vedova di Giovanni della Rovere nel 1501. Da notare il colore verde dominante della sua veste come pure il particolare del fazzoletto che la donna stringe nella mano sinistra, che sono entrambi «simbolo di lutto e vedovanza».

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